Col nuovo anno sulla
home page del nostro sito s’accende anche
la “Luna piena”. Cioè una rubrica
settimanale di commento a fatti piccoli o grandi,
magari non sempre considerati come andrebbero,
ma certamente emblematici del nostro tempo. Rubrica
firmata da Pino Ciociola, direttore di Voce -
il trimestrale della nostra Associazione –
e inviato di Avvenire (che negli anni ha ricevuto
molti e prestigiosi premi giornalistici).
Così “Luna piena” diventerà
un po’ la nostra piccola finestra sul mondo,
dalla quale guardare a volte compiaciuti, a volte
critici, a volte anche arrabbiati. Ma sempre obiettivi
e con un solo padrone: la verità e i fatti.
Ultima annotazione: perché questo nome
alla rubrica? Perché quando le notti sono
molto buie, la luna piena aiuta a scorgere meglio
la strada… |
Ricordate Mary Poppins? Aveva a che fare coi più piccoli e cantava "Basta un poco di zucchero e la pillola va giù", ma senza certo pensare alle... amfetamine. Invece qualcuno deve aver parecchio frainteso la dolce signora capace di volare aggrappata al suo ombrello. E così adesso arriva anche in Italia il "Ritalin", nuovo farmaco che entro un paio di mesi (o anche meno) sarà disponibile sul nostro mercato per "curare" i bimbi che soffrono di "Sindrome da deficit d'attenzione e iperattività".
Naturalmente importa poco o nulla che negli Stati Uniti - dove il Ritalin è già in commercio da un pezzo - pare che il farmaco venga usato un po' troppo disinvoltamente anche su bambini solamente vivaci. E importa anche meno che molti l'abbiano ribattezzato "la pillola dell'obbedienza". Come pure è insignificante dettaglio che il Ritalin sia molto, molto simile alle amfetamine. Però le nostre autorità sanitarie si sono subito premurosamente preoccupate di avvisarci che il farmaco potrà essere prescritto soltanto da un neuropsichiatra infantile. Una bella consolazione.
Morale? C'è una pillola per tutto o quasi. Facile, in fondo: avete un disagio, una sofferenza, un'ansia? Ecco la pasticchina che risolve. E se finora la scorciatoia artificiale (e artificiosa) era riservata agli adulti, ormai vogliono farla percorrere anche ai bimbi. Ieri insomma si cresceva ad ogni età insegnando a lottare e stringere i denti per superare se stessi, oggi a rifugiarsi nella chimica. Ma se prima i problemi si affrontavano e sconfiggevano, adesso ci si accontenta d'accantonarli per sei/otto ore.
Non me ne vogliano neuropsichiatri e genitori, ma se qualche bambino è capitato per caso su questa rubrica e magari ha letto fin qui, devo proprio suggerirgli una cosa: occhio alle pillole. E, soprattutto, se te ne danno una sulla cui scatola leggi "Ritalin", mettila in bocca facendo finta di mandarla giù, poi fila a sputarla senza che ti vedano.
Fidati: meglio diventare grandi a colpi d'iperattività e scarsa attenzione che di amfetamine. Dicevano anche a me, che ero un uragano. Magari trent'anni fa, ci fosse stato già il Ritalin, per tenermi buonino m'avrebbero pure amfetaminizzato... |